Vivaio
mi piacerebbe un incubatoio per le nuove generazioni di attività, un'idea in fermentazione basata sulla missione di far crescere i territori del nostro bel paese, per stare meglio tutti: lavorare, conoscere e amare.
Un' etica del qui ed ora, legata al territorio dove ognuno di noi vive e farà crescere i propri figli e nipoti, dove tra i valori aziendali viene riconosciuto quanto di bene si fa per chi ci sta attorno, nuova ricchezza non legata solo al profitto monetario, ma ai benefici dell'armonia, dell' azione personale e della responsabilità che fanno di noi persone libere di decider per il proprio futuro
Vivaio
Tag: amore, conoscenza, incubatoio, lavoro, progetto, startup, territorio, vivaio
Permalink Risposto da giorgio gurioli su 2 Luglio 2012 a 6:28 Sono aziende (o divisioni aziendali) che raccolgono le idee imprenditoriali stimate ad alto potenziale di ritorno economico, ma non ancora pronte per essere massicciamente finanziate.
Il concetto di incubator è molto simile a quello di "laboratorio" o centro di ricerca, dove gli scienziati si impegnano ad analizzare, definire e interpretare la realtà sulla base di criteri rigorosi e coerenti.
Si parte da un'idea, si formula un'ipotesi e su di essa si imposta un'indagine speculativa o sperimentale, che dovrebbe confermarla o negarla. Le probabilità che un'idea si trasformi in una scoperta scientifica rivoluzionaria, sono molto basse, ma vale comunque la pena sperimentare, poiché in caso di successo, i benefici ricompenseranno di tutti gli sforzi compiuti e faranno dimenticare i tentativi falliti.
Negli incubatori non lavorano scienziati, ma managers con elevate competenze in strategia aziendale, marketing, finanza, contabilità direzionale e soprattutto che condividono un profondo interesse per le evoluzioni del mondo digitale e i nuovi modelli di business.
Come gli scienziati, che lavorano nei centri di ricerca, anche i managers, che operano all'interno di un incubator, partono da un'idea, la studiano, la analizzano e la sperimentano. L'obiettivo di un incubatore non è, però effettuare una scoperta scientifica o identificare una nuova legge fisica, ma far nascere e crescere imprese ad alto tasso di sviluppo (tipicamente nei settori dell'informatica e delle biotecnologie). Essi analizzano le idee di businessper vagliarne la fattibilità tecnica, economica e finanziaria. Se le idee supereranno questo primo esame, l'incubator si impegnerà a seguire le successive fasi di sviluppo dell'azienda per accelerare (da qui il nome di "acceleratori") il più possibile la crescita dell'impresa.
Gli incubatori, mettendo a disposizione degli imprenditori l'esperienza e la preparazione dei loro team di consulenti, consentono alle aziende di portare la propria attività in Rete in modo efficace e soprattutto veloce. E' proprio la rapidità, con cui un'idea di business viene trasformata in una Internet company, uno dei fattori che contraddistingue l'operato degli incubatori.
Nel grafico viene rappresentato il valore aggiunto (distanza tra la curva rossa e la retta inclinata verde) in termini di accelerazione dello sviluppo della 'business idea', che gli incubatori dovrebbero portare in dote alle aziende alle quali prestano consulenza.
In altri termini, l'intervento di un incubatore dovrebbe portare, nel giro di pochi mesi (max qualche anno), le 'start-up' ad un livello di redditività tale, da consentirgli la quotazione in borsa, più velocemente,comunque, di quanto sarabbero in grado di fare con le sole proprie forze.
Da un lato, chiunque ritiene di avere un'idea imprenditoriale vincente, attraverso e grazie agli incubatori, può avvicinarsi, senza grandi complicazioni, ai potenziali finanziatori.
Dall'altro, l'incubator svolge una funzione selettiva delle idee, semplificando il lavoro di chi concede finanziamenti.
Avviare una nuova impresa su Internet comporta molti rischi a fronte di potenziali ricavi futuri molto elevati. Chi effettua investimenti, specialmente nei settori della new economy e a maggior ragione finanziando 'startup', cioè aziende ancora in fase di lancio, non è sicuramente avverso al rischio, anzi...
Tuttavia gli investitori non sono nemmeno degli sprovveduti, disposti a concedere prestiti e capitali a chiunque si presenti con un'idea imprenditoriale legata al Web!
Per gli investitori è, quindi, indispensabile:
Purtroppo, gli investitori non dispongono delle competenze e della struttura organizzativa necessarie per effettuare questo tipo di indagine. Nasce così l'esigenza di delegare questa attività ad una azienda, l'incubatore, che faccia anticamera ai progetti da finanziare, che sia in grado di rispondere alle tante richieste di investimento provenienti dal mercato e ne valuti l'affidabilità complessiva.
Permalink Risposto da giorgio gurioli su 2 Luglio 2012 a 6:49 Zooppa nasce dall'idea di offrire uno spazio per la pubblicità realizzata attraverso contenuti realizzati dagli utenti.
È legata ad un modello di business in cui persone e aziende entrano in contatto in un contesto virale basato sulla creatività e sul riconoscimento di una somma di denaro variabile per i contenuti autoprodotti. Questo significa incentivare il talento creativo di tutti coloro che solitamente non hanno voce in capitolo nel mondo tradizionale della pubblicità.
Zooppa è una start up incubata da H-Farm, centro per la ricerca e l'innovazione nel campo delle tecnologie e dei nuovi media, situato vicino a Venezia.
Permalink Risposto da andrea su 24 Settembre 2012 a 14:44 Ho dato una occhiata al sito zooppa.it e in particolare alle gare presentate e ai breaf di alcuni grandi marchi comprese multinazionali e francamente non mi convince molto .
Certamente da un lato si da l'opportunita a giovani creativi di presentare idee e farsi conoscere , ma dall'altro come sta accadendo da diversi anni le grandi aziende, a corto di idee nuove e valide , a corto di agenzie e creativi capaci , vanno a rastrellare progetti , ideazioni, in modo virale , dal basso .
Il settore della comunicazione aziendale, della pubblicità si sta trasformando radicalmente, tanto che gli stessi creativi e le agenzie per cui lavorano fanno fatica a "capire" e proporre nuove idee .
Molto spesso le agenzie sono strutture mastodontiche e gerarchiche un po bloccate , spesso regna una ignoranza incredibile negli stessi creativi , i consumi, le mode, i prodotti innovativi sono piu veloci di loro , del loro pensiero delle loro ideucce . Per guadagnare terreno e non perdere completamente il contatto con la realtà del consumatore, ci si arrangia anche con questo genere di eventi attraverso una fondazione super partes che in sostanza ti dice : Sul web si hanno piu contatti e si spende di meno , il sistema è in crisi , i consumi a picco , le agenzie non sono sempre in grado di fare giusta cominicazione , la pubblicita non è solo imbroglio , vi diamo una opportunità , inventaci tu la nuova campagna pubblicitaria .
Ci vedo bene il disegno di Giorgio sul MungiWeb o succhiaweb .
A
Permalink Risposto da giorgio gurioli su 2 Luglio 2012 a 6:52 L'estate 2012 è alle porte e se dopo una giornata passata in spiaggia avete voglia di imparare a sviluppare applicazioni per iPhone e iPad, non potete che recarvi in Digital Accademia!
8 appuntamenti serali per apprendere la progettazione e la creazione di applicazioni per terminali iOS con un approccio pratico e diretto, l'output finale del corso sarà una vera e propria app mobile per iOS.
Il 28 giugno e 3, 5, 10, 12, 17, 19, 24 luglio, dalle 20:00 alle 22:30, sarete guidati passo dopo passo da esperti come Enrico Zeffiro, Alberto De Bortoli e Alessandro Benvenuti, tutti e tre membri del H-Umus team, software e interaction company con base in H-Farm specializzata nello sviluppo di applicazioni iOS.
ATTENZIONE! Il corso può essere effettuato dopo aver frequentato il Lab “Object Oriented Programming” , qualora sia necessario apprendere le competenze base della programmazione ad oggetti, fondamentali anche per lo sviluppo di iOS.
Tutte le informazioni necessarie e i dettagli del corso sono presenti nel sito di Digital Academia.
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